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Milano


 

Istituto Bancario Italiano - IBI


L'Istituto Bancario Italiano nacque il 30 dicembre 1967, in esecuzione della delibera dell'Assemblea straordinaria dell'8 giugno precedente, dalla fusione di un gruppo di istituti - Banco di Credito e Risparmio, Banca Torinese Balbis & Guglielmone, Istituto Bancario Romano, Credito Mobiliare Fiorentino, Banca di Credito Genovese, Banca Naef Ferrazzi Longhi & C., Banca Romana - con il Credito di Venezia e del Rio de la Plata. L'operazione avrebbe consentito al nuovo Istituto di "migliorare il proprio assetto e la propria struttura sia per effetto di una riduzione in via assoluta dei propri costi di gestione e sia per effetto di una loro attenuata incidenza sul maggior volume degli impieghi e delle transazioni che la più ampia dimensione aziendale [avrebbe consentito] di raggiungere". Il capitale sociale dell'Istituto passò da tre a dieci miliardi, attraverso l'emissione di 3.500.000 azioni del valore di 2.000 lire ciascuna, e Carlo Pesenti, proprietario dell'Italmobiliare, fu confermato alla presidenza del Consiglio di amministrazione.
L'incarico di costituire l'IBI fu affidato ad Ettore Lolli, già vicedirettore generale della Bnl, voluto da Pesenti anche alla presidenza della Riunione Adriatica di Sicurtà (Ras), controllata dall'Italmobiliare. In base all'art. 4 dello statuto l'IBI poté "scontare effetti cambiari a qualunque scadenza, fare riporti ed anticipazioni su titoli di Stato, azioni, obbligazioni, [...] concedere anticipazioni su merci e scontare "warrants", [...] partecipare in qualsiasi forma ed in qualsiasi impresa industriale e commerciale". Il 31 dicembre 1971 l'Istituto incorporò il Banco di Credito Generale di Bologna, sulla base delle rispettive situazioni patrimoniali al 30 giugno.
Nell'ottobre 1982, a causa di un forte indebitamento del gruppo Italmobiliare (circa 1.000 miliardi di lire alla fine dell'anno), l'intero pacchetto azionario dell'IBI fu acquisito dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, che assorbì l'Istituto il 12 dicembre 1991.
Al momento dell'incorporazione l'Istituto aveva una rete di 79 sportelli.

Fonti:
- Vera Zamagni, Italcementi. Dalla leadership nazionale all'internazionalizzazione, Bologna, Il Mulino, 2006, pp. 110-121;
- Archivio Storico Intesa Sanpaolo, patrimonio Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (ASI-Cariplo), Istituto Bancario Italiano e banche preesistenti, Credito Industriale di Venezia [poi Credito di Venezia e del Rio de la Plata, poi IBI], Dossier concernenti le fusioni;
- Archivio Storico Intesa Sanpaolo, patrimonio Banca Commerciale Italiana (ASI-BCI), Ufficio Studi, Spoglio di bilanci di imprese, cart. 76.

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