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Pistoia


 

Cassa di Risparmio di Pistoia


La Cassa di Risparmio di Pistoia fu costituita nel 1831 come affiliata di prima classe alla Cassa Centrale di Firenze. L'anno precedente alcuni cittadini pistoiesi avevano presentato al governo granducale la richiesta di costituire una Cassa di Risparmio nella propria città: l'istanza fu accolta con "motuproprio" del 20 aprile dello stesso anno. Si costituì allora una società di 224 azionisti, che versarono alla Cassa Centrale di Firenze una quota di 12 fiorini toscani ciascuno.
L'affiliazione si protrasse per oltre cinquant'anni fino a quando, nel 1883, l'Istituto si affrancò dalla Cassa fiorentina a causa di una disposizione statutaria di quest'ultima, secondo cui le associate o acquisivano piena autonomia o passavano sotto la diretta dipendenza della "Cassa Madre".
Le origini della Cassa furono così modeste che, per economizzare, molti sottoscrittori rinunciarono al rimborso della azioni e offrirono gratuitamente la loro opera negli uffici del nuovo Istituto.
Inizialmente la Cassa di Pistoia impiegò i propri capitali principalmente in mutui e conti correnti ipotecari, in mutui chirografari ad enti morali o nell'acquisto di titoli emessi o garantiti dallo Stato. Col passare del tempo, alle caratteristiche originarie tipiche di un'istituzione benefica, si affiancarono quelle proprie di un'azienda bancaria: principalmente furono concessi mutui per lo sviluppo di nuove iniziative economiche, escludendo per statuto i prestiti per "fini voluttuari". Nel pistoiese, infatti, l'industria cominciò a svilupparsi solo con l'inizio del nuovo secolo, grazie alla costruzione di nuovi poli industriali, all'utilizzo di nuove fonti energetiche e all'opera di alcune istituzioni, in particolar modo della Cassa di Risparmio, che incentivarono lo sviluppo industriale.
Per quasi ottant'anni l'attività della Cassa di Pistoia si svolse esclusivamente nell'unica sede cittadina: ciò era dovuto principalmente all'esiguità del territorio di competenza dell'Istituto, assai vicino alla Valdinievole, in cui operava la Cassa di Risparmio di Pescia.
Le prime agenzie fuori dai confini comunali furono istituite nel 1911 a Tizzana e Montale, nel 1912 a San Marcello e nel 1913 a San Pietro Agliana.
Durante la Grande guerra la Cassa ebbe a disposizione ingenti somme di denaro in seguito all'aumento dei depositi e alla scarsa richiesta di mutui: questi fondi furono impiegati alla fine del conflitto nelle partecipazioni all'Istituto Federale di Credito Agrario per la Toscana, al Consorzio Nazionale per il Credito Agrario di Miglioramento e alla Federazione delle Casse di Risparmio.
Nel 1936, dopo l'incorporazione della Banca di Pistoia (1932), l'Istituto procedette alla fusione con la Cassa di Risparmio di Pescia, assumendo la nuova denominazione sociale di Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Fonti
- Ministero d'Agricoltura, Industria e Commercio, Le Casse ordinarie di Risparmio in Italia dal 1822 al 1904. Notizie storiche presentate all'Esposizione di Milano del 1906, Roma, Tipografia Nazionale di Giovanni Bertero e C., 1906, pp. 303-305;
- Ivano Paci, L'attività bancaria: evoluzione istituzionale, strutturale e operativa (1831-1937), in Giorgio Petracchi (a cura di), Storia di Pistoia. IV: Nell'età delle rivoluzioni. 1777-1940, Firenze, Le Monnier, 2000, pp. 549-568;
- Chiara Caselli (inventario) e Alberto Cipriani (introduzione), L'Archivio storico della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (1488-1938). Inventario con introduzione storica, Pistoia, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, 2000.

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