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Vicenza


 

Banca Cattolica Vicentina


La Banca Cattolica Vicentina si costituì come "società anonima cooperativa mutua a capitale illimitato" il 4 novembre 1892, autorizzata inizialmente ad operare solo nella provincia e nella diocesi di Vicenza.
L'Istituto venne fondato da esponenti del movimento cattolico vicentino con lo scopo di sostenere l'economia locale - dominata a fine Ottocento da un'agricoltura povera e arretrata - nelle sue componenti più minute, rivolgendosi in particolar modo agli strati sociali più deboli e marginali, come contadini, affittuari e piccoli proprietari.
Negli anni '30, con l'intervento congiunto di governo e Vaticano, venne decretata la concentrazione del credito cattolico in Veneto e la Banca Cattolica Vicentina assunse una dimensione interregionale assorbendo ben nove istituti cattolici (Banca Popolare Cadorina, Banca Cattolica Atestina e Banca Cattolica di Udine nel 1930, Banca Feltrina, Banca Provinciale di Belluno e Banca Cattolica San Liberale nel 1931, Banca Depositi e Prestiti nel 1936, Banca Depositi e Prestiti G. Fabris, F. Favero & C. e Banca Bassanese A. Girardello & C. nel 1938).
La Cattolica Vicentina modificò la propria ragione sociale in Banca Cattolica del Veneto nel 1930 e, con l'assorbimento dei vari istituti, la sua rete territoriale passò dalle ventitré filiali del 1921 alle centoquaranta del 1938

Bibliografia essenziale:
- Gabriele De Rosa, Una banca cattolica fra cooperazione e capitalismo. La Banca Cattolica del Veneto, Roma-Bari, Laterza, 1991;
- Paola Chiapponi e Chiara Guizzi, La Banca Cattolica del Veneto e il suo patrimonio archivistico. Uomini, tradizioni e territorio, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2007.

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